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Considerazioni sul rispetto del limite minimo del 35 di energia primaria proveniente da fonti energetiche rinnovabili Lettera del presidente AiCARR

Divisi per argomento di Progettazione di Impianti Termici per il corso di Energy Engineering presso Politecnico di Milano. Materiale proveniente dall’archivio storico Studwiz e classificato per la consultazione online.

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Pagina 1

“ Dal primo gennaio 2014 l’allegato 3 al Decreto 28/1 1 prevede un aumento del valore minimo di utilizzo delle Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) dal 20% al 35% di produzione di energia per il riscaldamento, il rafrescamento e l’acqua calda sanitaria. Chi si è già cimentato nel calcolo, si sarà accorto come il raggiungimento di tale limite sia di fatto quasi impossibile, negli ediici dedicati al terziario ed in particolare adibiti ad uici. I nodi vengono al pettine, dal momento che AiCARRaveva già evidenziato il problema oltre due anni fa, quando pubblicò il suo position paper, ancora scaricabile liberamente dal proprio sito. Per capirlo, non serviva essere un luminare della climatizzazione: bastavano banali “conti della serva”. Tutto dipende da come è concepito il Decreto 28/1 1: le fonti rinnovabili possono essere sfruttate solo nel riscaldamento invernale e nella produzione di acqua calda sanitaria, non nella climatizzazione estiva, a meno di non utilizzare il “solar cooling”, tecnologia afascinante, ma poco adatta al nostro paese, non fosse altroper gli enormi spazi richiesti, prima ancora dell’elevato costo, spazi poco compatibili con uno sviluppo verticale degli ediici. Escluso il solare, l’alternativa più naturale è quella delle pompe di calore, ottime anche per la climatizzazione estiva. Il gioco è quello di coprire il fabbisogno estivo di rafrescamento con il surplus di produzione da FER in inverno e nella produzione di acqua calda sanitaria, quest’ultima del tutto trascurabile nel caso di uici. Facendo i banali conti della serva, una pompa di calore con eicienza media stagionale pari a 4 era in grado di soddisfare il limite del 20% in ediici con un rapporto di fabbisogno annuo in rafrescamento 2,75 volte superiore al fabbisgno annuo in riscaldamento, per cui…

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