Informazioni sul documento
- Università
- Politecnico di Milano
- Corso di laurea
- Biomedical Engineering
- Materia
- Strutture Bioartificiali e Biomimetiche
- Classificazione
- Appunti · Divisi per argomento
- Formato originale
- Testo
- Testo ricercabile
Divisi per argomento di Strutture Bioartificiali e Biomimetiche per il corso di Biomedical Engineering presso Politecnico di Milano. Materiale proveniente dall’archivio storico Studwiz e classificato per la consultazione online.
Divisi per argomento di Strutture Bioartificiali e Biomimetiche per il corso di Biomedical Engineering presso Politecnico di Milano. Materiale proveniente dall’archivio storico Studwiz e classificato per la consultazione online.
Qualità dell’importazione: il testo è stato estratto direttamente dal documento originale.
Passaggi rappresentativi riconosciuti nelle diverse parti del materiale. Il testo completo resta presente nella pagina per la ricerca, mentre l’anteprima compatta rende più semplice la lettura.
LEZIONE 11 – 28/10/19 BIOFABRICATION I classici approcci della Addictive Manufacturing (AM) impiegano, solitamente, solventi organici, alte temperature o metodi di reticolazione che non sono compatibili con cellule e/o molecole bioattive. Quindi usiamo ad esempio idrogeli che possono essere lavorati in condizioni più cell friendly, inoltre da un punto di vista biologico, gli idrogeli con alto contenuto di acqua sono idonei per l’incapsulamento di cellule e molecole bioattive perché possono fornire un ambiente 3D che imiti la ECM naturale --> spesso sono classificati nel campo della biofabrication come bioinks Biomateriali per la biofabrication: - si stabilizzano (acquistano una forma propria) rapidamente dopo deposizione mediante diversi meccanismi - in grado di produrre un costrutto che interagisca con l’ambiente biologico Fabbricazione in modo organizzato di costrutti: processamento di materiali di 2 tipi per fabbricare scaffold Un ink può essere composto da matrice del materiale che decidiamo di stampare e da fattori bioattivi (es. fattori di crescita), posso anche inserire cellule o particelle (es. idrossiapatite) Idrogeli naturali: ad es. alginato, gelatina, collagene, chitosano, fibrina e acido ialuronico Le cellule possono beneficiare dei segnali chimici presenti negli idrogeli, quindi la vitalità cellulare e velocità di proliferazione sono alte. La variazione batch-to-batch e la sensibilità delle cellule a queste variazioni rendono i costrutti poco riproducibili Idrogeli sintetici: reticoli sintetici ad es poli(etilenglicole) e pluronic Strutture 3D stampate con alta riproducibilità della forma, forniscono un ambiente inerte alle cellule incapsulate, non ci sono siti attivi quindi la vitalità cellulare è bassa. Possono essere aggiunti o graftati composti…
Prima pagina del documento.