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- Politecnico di Milano
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Divisi per argomento di Biomateriali per il corso di Biomedical Engineering presso Politecnico di Milano. Materiale proveniente dall’archivio storico Studwiz e classificato per la consultazione online.
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LEZIONE 9 20/04/2020 BIOMATERIALI PER LA CHIRURGIA DELL’OCCHIO [integrazione del seminario] L’oftalmologia è un campo importante per la bioingegneria e i numeri degli interventi sono tra i più alti in generale, si contano milioni di pazienti all’anno. I materiali utilizzati sono molto diversi tra loro a seconda della funzione ultima dell’impianto. CORNEA: La patologia principale è l’opacizzazione della cornea, che può portare fino alla cecità completa. Nel migliore dei casi si interviene con trapianto di cornea; a causa della bassa disponibilità di cornee naturali bisogna ricorrere a protesi sint etiche ( cheratoprotesi). Quando si possono fare interventi di cheratoprotesi? Quando la patologia è in stato troppo avanzato per mettere una cornea naturale da donatore oppure se ci sono problemi di rigetto della protesi naturale. Oggi ci sono delle altern ative in polimeri sintetici ma funzionalmente non sostituiscono al 100% le caratteristiche della cornea naturale. Si vuole che questi impianti non siano solo passivi ma anche attivi → inducono la ricrescita dell’epitelio. Quella maggiormente utilizzata ogg i è il Boston: dispositivo ibrido composto da una parte sintetica (PMMA) e una naturale. Il vantaggio di questo dispositivo è che non devo avere una cornea naturale totalmente perfetta da impiantare, perché qui la funzione della cornea serve solo a dare interazione col tessuto epiteliale, perché la trasparenza è data invece dal materiale sintetico. Questo dispositivo nasce dopo una serie di altri tentativi passati. Il PHEMA è stato il primo idrogelo utilizzato in ambito oculistico: l’alphacor è tutta in PHEMA ma cambia la concentrazione di acqua tra la zona interna (minor concentrazione) ed esterna. La protesi un po’ più recente proposta in alternativa alla boston è la…
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