Informazioni sul documento
- Università
- Politecnico di Milano
- Corso di laurea
- Biomedical Engineering
- Materia
- Bioingegneria del Sistema Motorio
- Classificazione
- Appunti · Divisi per argomento
- Formato originale
- Testo
- Testo ricercabile
Divisi per argomento di Bioingegneria del Sistema Motorio per il corso di Biomedical Engineering presso Politecnico di Milano. Materiale proveniente dall’archivio storico Studwiz e classificato per la consultazione online.
Divisi per argomento di Bioingegneria del Sistema Motorio per il corso di Biomedical Engineering presso Politecnico di Milano. Materiale proveniente dall’archivio storico Studwiz e classificato per la consultazione online.
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1 Modelli dei meccanismi di controllo motorio L’individuo è in grado idealmente di controllare qualunque variabile connessa al movimento: angoli articolari, momenti (forze), velocità, accuratezza, ecc…Nonostante siano state studiate le relazioni tra singole variabili biomeccaniche ed alcuni segnali nervosi registrabili a diversi livelli, sembra improbabile che i livelli elevati del sistema di controllo motorio si occupino di regolare direttamente questi segnali. Si presuppone quindi che esista una variabile non ben definita ad un certo livello gerarchico in grado di rappresentare il comando motorio in modo globale, e i cui cambiamenti temporali siano controllati dai centri superiori per una grande varietà di compiti motori. Questa variabile dovrebbe essere intesa come un segnale fornito da un livello superiore del sistema di controllo motorio ad un altro (o all’apparato’esecutore’) indipendentemente dalle condizioni correnti, che spesso dipendono da fattori esterni, imprevedibili. Alcuni esperimenti condotti sull’uomo in condizioni fisiologiche sono particolarmente significativi a questo riguardo (Feldman, 1966). Si chiede ad un soggetto di mantenere una posizione statica costante di una articolazione, e si applica una variazione inaspettata del carico esterno: la posizione cambia. Perciò il comando centrale motorio del soggetto non codifica la posizione stessa, ma piuttosto codifica qualcosa di diverso, che implica la posizione in relazione alle condizioni esterne. Cos’è questo qualcosa? Bernstein (1926, 1935) è tra i primi a guardare al sistema nervoso centrale come ad una scatola nera, con una struttura interna virtualmente sconosciuta che controlla un apparato effettore composto da molti collegamenti e gradi di libertà. Il suo approccio è quello di analizzare la…
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