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Answers Propulsion

Study material for Space Mission Analysis and Design, shared by the Studwiz community and reviewed by moderators.

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1) Propulsori a propellente solido: caratteristiche, performance, e applicazioni. I propulsori a propellente solido si suddividono in due categorie a propellente composito e a propellente omogeneo. I primi presentano ossidante, combustibile e legante miscelati a livello micro o nano metrico i secondi invece sono miscelati a livello mole colare. Per entrambe queste due categorie le principali caratteristiche generali sono uguali l’unica differenza sostanziale sta nel rateo di combustione. Si tratta di motori in grado di fornire i più alti livelli di spinta (superano i 10000 kN), di bruciare molto rapidamente e dalle dimensioni contenute grazie all’alta densità dei propellenti, hanno inoltre impulsi specifici che raggiungono picchi di 300 s (il massimo teorico è di circa 350 s) e oltre a poggiare su una solida base tecnologica sono i motori dalla più semplice architettura. Le principali controindicazioni sono l’impossibilità di spegnimenti e riaccensioni comandate e l’impossibilità di controllare significativamente i livelli di spinta. Trovano impiego principalmente come boosters e come stadi inferiori dei lanciatori. Il primo impiego è giustificato dall’entità della spinta che sono in grado di fornire mentre il secondo è frutto di una serie di valutazioni più articolate poiché hanno sì valori di impulso specifico più bassi rispetto ai propulsori a propellente liquido ma hanno ridotti massa inerte, complessità e costo. Sono queste prime due peculiarità a porli da un punto di vista delle prestazioni sullo stesso livello dei liquidi ma con il vantaggio di un costo notevolmente inferiore. 2) Descrivere caratteristiche e prestazioni sistemi di propulsione chimica per applicazioni spaziali. 3) Arcogetti: principio di funzionamento, valori tipici Isp e T. Gli arcogetti sono…

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