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Appunti riassuntivi del corso

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Tecnologie DigitaliComplete set

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Sistemi Informativi — Riassunto per lo studio Basato su: Dispense di Sistemi Informativi, v.0.7 — Politecnico di Milano, Corso di Laurea Triennale in Ingegneria Gestionale, A.A. 2025-2026 (Cappiello, Fugini, Pernici, Plebani, Salnitri, Vitali) Come è organizzato questo riassunto Il documento segue gli stessi 5 capitoli delle dispense originali, così puoi usarlo in parallelo al testo per studiare o per ripassare prima dell'esame. Ogni concetto è spiegato partendo dalle basi: puoi seguirlo anche senza aver mai visto questi argomenti prima. In fondo trovi un glossario degli acronimi per la consultazione rapida. CAPITOLO 1 — Introduzione ai sistemi informativi 1.1 Che cos'è un sistema informativo Ogni azienda produce e usa continuamente informazioni — su clienti, prodotti, processi, mercato — e ha bisogno di gestirle bene per comunicare, far funzionare i processi e prendere decisioni. L'informazione, a differenza di altre risorse aziendali (come le materie prime), ha caratteristiche particolari: è intangibile; è non deperibile (usarla non la consuma); è auto-rigenerante (usarla genera nuova informazione). Gestire l'informazione significa svolgere attività come crearla, acquisirla, elaborarla, archiviarla, trasmetterla e presentarla. Queste attività coinvolgono ruoli diversi in azienda: ad esempio, in una fabbrica, un operatore raccoglie i dati di difettosità dei pezzi, ma è il responsabile di produzione ad analizzarli in modo aggregato. Da qui nasce la definizione centrale del corso: Un sistema informativo è l'insieme dei mezzi, della conoscenza organizzativa e delle competenze tecniche per gestire la risorsa informazione. È fondamentale non confondere il sistema informativo con il sistema informatico: quest'ultimo è solo la componente tecnologica (hardware, software,…

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Le dimensioni possono essere organizzate in gerarchie con diversi livelli di granularità (es. Prodotto → Tipo → Categoria: la granularità cresce spostandosi verso "Prodotto"). Manipolare il livello di granularità di una dimensione permette di aggregare o disaggregare i dati nell'analisi. Il Dimensional Fact Model (DFM) È il modello concettuale più usato per rappresentare il DW: il fatto è un rettangolo con le misure al suo interno, le dimensioni sono cerchi etichettati collegati al fatto (eventualmente organizzate come alberi/gerarchie), e gli attributi opzionali sono segnalati con una barra sulla linea corrispondente. Dal modello concettuale al modello logico: MOLAP, ROLAP, HOLAP Una volta definito il modello concettuale, va tradotto in un modello logico, cioè bisogna scegliere che tipo di DBMS (Data Base Management System) usare: MOLAP ROLAP (Relational OLAP) HOLAP (Hybrid OLAP) (Multidimensional OLAP) Come Traduce il modello Traduce il modello in tabelle Combina i due: DB funziona concettuale in un vero relazionali (SQL, JOIN) relazionale per il DW, DB database multidimensionale per i multidimensionale data mart Vantaggi Fedele al modello Sfrutta Bilancia i vantaggi di concettuale, strumenti/competenze entrambi interrogazioni efficienti relazionali diffuse, occupa meno spazio Svantaggi Poco diffuso, richiede Perde parte della struttura — competenze specifiche, multidimensionale, query spreca spazio per celle più lente vuote Per implementare un modello ROLAP servono le tabelle, secondo due possibili schemi: Schema a stella: una tabella dei fatti (una riga per ogni fatto) + una tabella per ogni dimensione (contenente tutta la gerarchia "appiattita" in un'unica tabella). Schema a fiocco di neve: come sopra, ma ogni dimensione è suddivisa in più tabelle collegate, che…

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possibilità di fidelizzazione, e multicanalità (il cliente può interagire tramite canali diversi: fisico, web, telefono). Un punto chiave: il CRM non è solo un software, ma una vera strategia aziendale. Il CRM si compone di tre parti: CRM operativo (front-end) Gestisce le interazioni quotidiane con i clienti, tramite tre aree di componenti: Marketing: Generazione liste clienti: liste di clienti target per campagne, basate sulla segmentazione fornita dal CRM analitico. Gestione campagne (Marketing Automation): automatizza definizione, pianificazione, esecuzione e analisi delle campagne di marketing. Benefici: meno errori, maggior tasso di conversione, più produttività, relazioni più solide. Cross-selling e Upselling: cross-selling = vendere prodotti/servizi aggiuntivi (es. un piatto in più al ristorante); upselling = vendere una versione di maggior valore (es. un piatto più costoso). Automazione vendite (Sales Force Automation, SFA): supporta l'agente di vendita lungo tutto il processo (identificazione cliente → contatto → offerta → registrazione acquisto): Gestione vendite: automatizza il processo di vendita, incluso l'e-commerce (catalogo, carrello, pagamento). Gestione contatti: dati dei clienti esistenti + informazioni utili a personalizzare la relazione (es. riconoscere il chiamante al call center). Gestione opportunità: cerca nuovi clienti/organizzazioni, calcola la probabilità di successo di una vendita (a differenza della gestione contatti, che riguarda clienti già acquisiti). Il processo di vendita tipico segue tre fasi: Contatto con il cliente → Vendita → Gestione ordine. Servizi ai clienti (post-vendita): Contact center: gestisce chiamate in entrata (inbound) e in uscita (outbound); include funzionalità come distribuzione automatica delle chiamate (ACD), IVR…

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un'opera di application modernization (tempi e costi rilevanti) e un vero e proprio programma di change management, con impatti non solo tecnologici ma anche organizzativi. CAPITOLO 5 — La progettazione di sistemi informativi 5.1 Il processo di gestione del sistema informativo Progettare un sistema informativo in modo non sistematico (per "aggiustamenti successivi") è rischioso: può portare a interruzioni impreviste, impossibilità di manutenerlo, incapacità di crescere (scalare) o di soddisfare nuove esigenze. Un sistema informativo, inoltre, non si "finisce" mai: evolve continuamente insieme all'organizzazione. Le spinte al cambiamento si dividono in: Cause esogene (esterne all'organizzazione): mercato, concorrenza, innovazioni tecnologiche del settore, leggi/regolamenti. Cause endogene (interne): a loro volta di due tipi che si influenzano a vicenda — spinte strategiche (es. vendere nuovi prodotti/servizi) e spinte tecnologiche (nuove tecnologie disponibili, o obsolescenza di quelle in uso). Esistono metodologie dedicate a governare il cambiamento (es. ITIL). In generale, la progettazione di un sistema informativo segue un ciclo continuo di 4 fasi: 1. Pianificazione: linee guida strategiche, ruolo delle componenti organizzative, istruzioni operative. 2. Sviluppo: raccolta/analisi dei requisiti, sviluppo software, definizione dell'architettura hardware. 3. Gestione corrente: manutenzione di routine. 4. Controllo: valutazione periodica dell'adeguatezza del sistema — poi si torna alla pianificazione. Gli interventi possono essere di routine e locali (manutenzione hardware, aggiornamento software) o occasionali e complessi (migrazione tecnologica, nuove funzionalità ad alto impatto). Nel caso di interventi complessi, il percorso cambia molto tra una nuova organizzazione…

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Acronimo Significato Dove si usa NIST National Institute of Standards and Definizioni standard, es. Cloud (Cap. Technology 4) OLAP On-Line Analytical Processing Cap. 2 OLTP On-Line Transaction Processing Cap. 2 OPEX Operating Expenditure Costi operativi/di esercizio (Cap. 4) PaaS Platform as a Service Modello di erogazione cloud (Cap. 4) PLM Product Lifecycle Management ERP esteso (Cap. 3) ROLAP Relational OLAP Modello logico del DW (Cap. 2) SaaS Software as a Service Modello di erogazione cloud (Cap. 4) SCM Supply Chain Management Cap. 3 SDLC Software Development Life Cycle Cap. 5 SFA Sales Force Automation CRM operativo (Cap. 3) SLA Service Level Agreement Contratti di servizio/outsourcing (Cap. 4, 5) SOA Service Oriented Architecture Cap. 4 TCP/IP Transmission Control Protocol / Internet Standard di comunicazione in rete Protocol (Cap. 4) TPC Transaction Processing Performance Benchmark per server (Cap. 5) (Council) VM Virtual Machine Cloud/virtualizzazione (Cap. 4) Fine del riassunto — basato su: Dispense di Sistemi Informativi, v.0.7, Politecnico di Milano, Corso di Laurea Triennale in Ingegneria Gestionale, A.A. 2025-2026 (Cappiello, Fugini, Pernici, Plebani, Salnitri, Vitali).

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