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Microscopia

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Bioingegneria CellulareBy topic

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1/10/2020 MICROSCOPIA Una volta che l’occhio umano non riesce più a cogliere i dettagli, necessitiamo di attrezzatura sofisticata. Il microscopio ottico usa la radiazione elettromagnetica (luce nel campo del visibile in questo caso) per ingrandire il campione in esame. Un secondo gruppo di strumenti riguarda la microscopia elettronica che sfrutta un fascio di elettroni accelerati che, quando deviati, permettono di ricostruire l’immagine. Ad un dettaglio maggiore troviamo la microscopia a forza atomica. La sonda sfruttata è un braccio di leva sulla cui estremità è montata una punta acuminata con dimensioni nanometriche. L’interazione tra il campione e la cantilever devierà un raggio che, detectato, permette di seguire le forme del campione e registrarne le altezze per ricostruirlo. 1) Microscopio ottico Le immagini ingrandite sfruttano la luce visibile, in un range tra i 400 e i 750 nm. L’occhio umano lavora intorno a 550 nm. Mediamente una cellula è nell’ordine di 5-100 micron. Batteri e virus invece sono nell’ordine di 10 micron e centianio di nanometri rispettivamente. Al di sotto, alcune decine di nanometri e inferiori per proteine. Stilando una classifica di dimensione crescente abbiamo: atomi (1 A) < amminoacidi (1 nm) < proteine (10 nm) < virus (100 nm) < batteri (1 micron) < cellula (decine di micron) Tutto ciò che è al di sotto dei 100 micron rientra nel mondo della microscopia. Al di sopra, per indagare la morfologia di tessuti e oggetti nell’ordine di cm e mm usiamo PET o MRI e Ultrasuoni. Questi strumenti hanno una differenza che è il potere risolutivo. Il microscopio confocale, elettronico o altri sono differenziati proprio dal massimo livello di dettaglio che si può ottenere nell’immagine. È quindi la distanza minima alla quale noi riusciamo a distinguere…

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