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Economia e Organizzazione Aziendale CBy topic

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quantità. Andando a considerare per forza anche in questo caso i costi fissi da un lato e dall'altro. Poi vedrete che i costi fissi si elidono, 25 da un lato e 25 dall'altro. Considerati tutti quelli che sono i ricavi del caso A e tutti quelli che sono i costi del caso A, rispetto a tutti quelli che sono i ricavi e i costi del caso B, vedrete che il caso B porta a un MON maggiore, e questo MON sarà maggiore di 10 euro rispetto al MON del primo caso. Lascio a voi eventualmente il calcolo, ma sconsiglio di seguire queste strade, soprattutto in sede d'esame, per una mera questione di tempo. Chiaro è che un esercizio del genere, calcolare entrambi i casi, non richiede particolare sforzo computazionale, ma possiamo immaginare nella realtà, quando ciascuna opzione può essere associata a numerose variabili, chiaro è che ragionare in maniera differenziale può portare un notevole vantaggio e un notevole risparmio di tempo, e anche una notevole maggiore sicurezza di non commettere errori. Chiedo a riguardo se è chiaro, se ci sono dubbi, domande. Vedo già qualche testa annuire. È chiara la logica che abbiamo seguito? Perfetto. Di fatto, abbiamo oggi introdotto la prima parte relativa alle decisioni aziendali, ci siamo concentrati sulle decisioni di breve periodo. Abbiamo in primo luogo visto le caratteristiche, abbiamo poi parlato di breakeven, distinguendo da subito due categorie di costi, ovvero i costi fissi e i costi variabili. Questi sono stati utili per modellizzare la formula del breakeven in contesti diversi: ● Il primo è quello di un'impresa monoprodotto, per un breakeven con un MON pari a zero. ● Il secondo è quello sempre di un'azienda monoprodotto, con breakeven superiore, con quantità MON superiore allo zero. ● In terzo caso abbiamo visto il caso di un'azienda…

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Questo esercizio ci chiede di definire qual è il mix ottimale di produzione mensile. Mensile, ovviamente, vuol dire di concentrarci sul mese. Attenzione sempre anche in sede d'esame a queste piccole parole, se parliamo ovviamente di mensile stiamo lavorando sull'ottica del mese, se lavoriamo a ottica semestrale sono sei mesi e così via, però leggiamo sempre bene il testo perché piccoli errori di questo genere sono sempre scomodi. 4. Metodologia per la Scelta di Mix Come andiamo a svolgere un esercizio di scelta di mix? Da ingegneri abbiamo una sequenza, un flusso sequenziale che si compone di tre fasi: 4.1 Verifica della Fattibilità del Mix Nella prima andremo a verificare se il nostro mix è fattibile. Parleremo di fattibilità del mix andando a vedere quali sono i vincoli esistenti e quali di questi vincoli sono soddisfatti o non soddisfatti. Valuteremo in questo caso, ad esempio, il vincolo relativo al tempo a disposizione degli operai e il vincolo a disposizione dell'impianto. Saranno due vincoli: ● Tempo degli operai. ● Tempo macchina. Che sono i due dati che di fatto ci dà anche il testo. 4.2 Identificazione delle Alternative In secondo luogo, andremo a identificare quali sono le alternative papabili, quali sono le alternative perseguibili, sulla base di quelli che sono i vincoli che potremo considerare. Alternative includono la possibilità di ridurre la produzione di un prodotto, aumentare la produzione di un altro, non produrre uno specifico lotto e così via. Lo vedremo poi nell'esercizio. Di fatto, quando parliamo di identificazione delle alternative, stiamo apparecchiando la tavola cercando di identificare tutte quelle che sono le strade possibili. 4.3 Scelta dell'Alternativa Più Conveniente Andremo poi a definire quale di queste è più conveniente. E per…

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Andiamo ora a studiare il secondo vincolo: le ore macchina. Il testo ci dice direttamente che abbiamo 300 ore al mese, che sarà il nostro tempo massimo a disposizione. T_{max} rappresenta il tempo massimo, mentre il tempo necessario, T_{match} , si può calcolare in maniera esattamente speculare come nel caso precedente, andando a moltiplicare la quantità di ciascun prodotto per il tempo macchina necessario. Questi dati sono presenti anche in questo caso nella prima tabella. Tornando indietro a titolo esemplificativo, siamo qui nella seconda colonna della tabella sottostante, che ci va a dire che: ● Per la realizzazione del primo prodotto sono necessari 20 minuti. ● Per il secondo prodotto sono necessari 15 minuti. Moltiplicati ciascuno di questi per la quantità di prodotti, e sommati tra di loro, ci va a dire che avremo 20.400 minuti. Diviso 60, stiamo parlando di 340 ore. 340 ore vediamo subito che sono superiori rispetto a quello che è il nostro tempo massimo, il che ci va a dire che avremmo necessità di 40 ore aggiuntive. Ci va a dire che il vincolo non è soddisfatto. In altri termini, non possiamo produrre 720 unità del primo prodotto e 400 del secondo nel mese, considerando l'impianto attuale. Considerando che le decisioni di breve periodo sono decisioni a risorse fisse, non potremmo variare questo fattore. Pertanto dovremmo identificare alcune alternative. 6. Identificazione delle Alternative Quali sono le alternative? Passo quindi al secondo step del nostro flusso, al secondo passo del nostro flusso. E propongo l'esistenza di tre diverse alternative. 6.1 Alternativa 1: Riduzione Produzione MX1 La prima sarà quella di ridurre la produzione del prodotto 1. Ridurre di quanto, chiederete? Ridurre di quanti prodotti vengono prodotti, quanti prodotti vengono…

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Faremo, svolgeremo esattamente lo stesso calcolo anche per la seconda opzione e per la terza alternativa. Nella terza alternativa, non avendo la produzione del prodotto 2, non dovremmo incorrere nel costo di trasporto. Pertanto, dovremmo solo unicamente considerare il totale di prodotti 1 per il margine di contribuzione unitario 1. 9. Calcolo del Margine di Contribuzione Unitario Per risolvere queste funzioni, altro non dobbiamo quindi fare che calcolare il margine di contribuzione unitario. Per il calcolo del margine di contribuzione unitario, ricorderete, nella precedente lezione l'abbiamo già visto, è dato dalla differenza tra il prezzo unitario, quindi il prezzo con cui vado a vendere ciascun prodotto, meno tutti quelli che sono i costi variabili unitari. \text{Margine di Contribuzione Unitario} = \text{Prezzo Unitario} - \text{Costi Variabili Unitari} Quali sono i costi variabili unitari e quali sono i prezzi? Il prezzo viene dato direttamente come un unico valore da tabella. Ritorno indietro, ritorno ai miei dati, siamo qua nella parte alta della tabella a destra, abbiamo i dati relativi al prezzo. Quali sono invece i costi variabili unitari? I costi variabili unitari corrispondono al costo dell'energia e il costo delle materie prime, ovvero quei due dati che vengono riportati nelle due colonne di destra della tabella sottostante. Dobbiamo anche considerare che il costo dell'energia dipenderà anche dall'uso del nostro impianto. Pertanto, per calcolare i miei margini di contribuzione unitari, andrò a considerare, mi focalizzo per il primo prodotto in primis: \text{MC unitario Prodotto 1} = 65€/\text{unità} - 17€/\text{unità} - (0,2€/\text{minuto} \times 20\text{ minuti}/\text{unità}) Considerati questi dati, 65 - 17 - (0,2 \times 20) , abbiamo 44€/\text{unità} .…

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porta un margine di contribuzione negativo di 2720. Quale alternativa andrò a scegliere? Andrò a scegliere l'alternativa che massimizza, come dice il termine, massimizza il margine differenziale. Tra queste sceglierò l'alternativa, ancora una volta, 2 perché è quella che porta ad un margine maggiore. Adesso qualcuno di voi potrà chiedere cosa sarebbe successo se avessi scelto come riferimento l'alternativa 2, ovvero se al posto di fissare qua 1 avessi messo l'alternativa 2. Svolgendo i medesimi calcoli, avremmo un margine di contribuzione della prima alternativa fissata alla seconda e della terza alternativa fissata alla seconda in entrambi i casi negativo, in entrambi i casi inferiore, questo è un minore, < zero. Pertanto, se tutte le altre alternative rispetto all'alternativa data sono inferiori allo zero, vuol dire che l'alternativa fissata è l'alternativa più conveniente. Chiedo se la logica che abbiamo seguito è chiara. Sì, vedo teste annuire, perfetto. Allora, le strade sono tre, anche in sede d'esame potrete scegliere voi quale delle tre strade seguire. 1. La prima strada riguardava, ricorderete, la massimizzazione del margine di contribuzione totale. 2. La seconda strada, la minimizzazione del margine perso. 3. La terza strada, la massimizzazione di un margine differenziale. Per lo svolgimento di ciascuna occorre, vado a ritroso, identificare delle alternative, e qui consiglio sempre caldamente di sviluppare una tabella come quella qui mostrata a piè di pagina della slide. E tale tabella, altro non viene, dà la verifica iniziale della fattibilità del mix. Questa analisi di scelte di mix rappresenta il terzo e ultimo caso che vedremo in questo corso di scelte di breve. Ricorderete, abbiamo parlato di analisi di breakeven e di analisi di alternative come altre…

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