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Seminario distribuzione carburanti

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Ingegneria dei giacimenti di idrocarburi Professor Raffaele Romagnoli SEMINARIO DISTRIBUZIONE CARBURANTI Presentazione dell’ingegnere M.Crescio I due parametri fondamentali per la costruzione di un impianto carburante sono: • Traffico veicolare sufficiente • Costo del terreno accettabile. La struttura è molto semplice: Accettatori, serbatoi (sotto terra di tre metri e mezzo) ed erogatori. Costruire un serbatoio richiede circa tre mesi, eventuali ritardi corrispondono ad una perdita di guadagno dunque è ritenuto particolarmente dannoso. Per questa ragione bisogna prestare attenzione ad evitare di allocare un serbatoio nei pressi di una falda. Prima le concessioni erano erogate da enti con comprovata conoscenza delle necessità per un impianto di carburante. Dopo la liberalizzazione attuata da Bersani nel ‘98 tali licenze vengono erogate senza particolari restrizioni ed in Italia si possono contare circa 25000 erogatori contro gli appena 14000 della Germania. Immediata conseguenza è che il guadagno di un benzinaio è misero, bisogna vendere milioni di litri annui per avere introiti importanti. Le difficoltà economiche del settore hanno indotto la nascita di compagnie downstream, quelle che costruiscono i così detti impianti bianchi. Sono compagnie che costruiscono impianti anche non su commissione di compagnie quali Shell, Eni, Q8 eccetera. Ovviamente bisogna anche “fare i conti” con richieste poco ragionate da parte del privato che finanzia il progetto. È stato citato l’esempio di Vicolungo (paese del Novarese) dove c’è la possibilità di costruire un impianto di erogazione di carburanti che non avrebbe concorrenza nel raggio di diverse decine di chilometri e che può sfruttare la vicinanza di un centro commerciale. Tuttavia, le richieste irrealizzabili del proprietario…

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